Poesia / Albatro

Mi sento come un albatro 

Come l’aureola caduta in mezzo al fango

E tu invece sei un camaleonte

Io vorrei essere una dea come te

O un brigante o un moccioso

Vorrei quella libertà

E invece resto nella mia fortezza

pregando l’orizzonte 

In attesa di un nemico qualsiasi

Tessendo la mia tela

Fino a quando sentirò fischiare il treno

Alla scoperta della poesia\ la poesia di oggi

Montale, Saba, Ungaretti, D’Annunzio, Leopardi… ci sono alcuni grandi nomi che il nostro cervello è subito in grado di rievocare nel momento in cui sente la parola “poesia”. Questi grandi autori (che  hanno indiscutibilmente scritto CA PO LA VO RI) appartengono ad un’epoca passata, motivo per cui molti di noi, inconsciamente, collegano la poesia solamente allo studio scolastico, e sicuramente a qualcosa di passato e lontano, forse bello, ma lontano.

La verità, cari i miei 25 lettori, è che la poesia è ben viva e presente al giorno d’oggi. Ebbene sì.

Nel mio solito tragitto da pendolare mi capita spesso di ingannare le attese entrando da Feltrinelli in Stazione Centrale e divertendomi a spulciare libri nel settore “poesia”. E giuro, ho fatto delle scoperte bellissime. La prima scoperta di cui vi voglio parlare è un certo Marwan. Lo conoscete?

Sulla pagina Giunti Editore viene presentato così:

MARWAN, nato da padre palestinese e madre spagnola, è un cantautore di straordinario successo, pur non essendo rappresentato da grandi etichette discografiche.
Il segreto è la sua capacità di instaurare un contatto intimo con chi lo ascolta. Ed è questo che giustifica il successo delle sue raccolte di poesie: La triste historia de tu cuerpo sobre el mío (2014), autopubblicato, ha già superato le 35.000 copie. Tutti i miei futuri sono con te (Planeta, 2014) appena uscito ha esaurito l’intera prima tiratura di oltre 11.000 copie in appena tre giorni, piazzandosi al secondo posto della classifica generale spagnola e rimanendo tra i primi dieci per settimane. In pochi mesi ha superato le 40.000 copie vendute.

…Descrizione che copio ed incollo pari pari perchè io questo autore, lo confesso, non lo conoscevo. Però, dopo aver sfogliato-comprato-amato il suo libro, posso dirvi di avere fatto qualche passo in avanti.

Marwan è l’autore di un libro di poesie intitolato “tutti i miei futuri sono con te” pubblicato da Giunti e messo sul mercato nel maggio del 2016. Per aiutarvi a riconoscerlo meglio, ecco la copertina del libro: 66081c-pq2kn89s

Considerazioni utili: lo stile è scorrevole, le poesie sono meravigliose, il prezzo non supera i 15 euro, lo trovate in tutte le librerie nel settore “poesia”.

Di certo ci sono da sottolineare un paio di altre cosette. Se l’unico confronto che avete sono i grandi autori classici (perchè amate quel genere di poesia o perchè la conoscete solo a livello scolastico) sappiate che la poesia di oggi è molto diversa da quella che siete abituati a trovarvi di fronte. La prima cosa che si può notare (sia in Marwan che in altri autori di cui forse parlerò in futuro, come Michele Mari, Guido Catalano, ecc.) è che le regole di metrica non esistono più, ovvero: la poesia è totalmente svincolata, e, anche se mantiene una sua musicalità ed un suo ritmo ben marcati, non presenta di certo le caratteristiche metriche specifiche dei grandi autori del passato. Quella di oggi è una poesia più immediata, che racconta del nostro mondo un po’ sempre di fretta e che mette alla luce i residui di magia rimasti nelle piccole cose. Inoltre non solo non presenta un linguaggio particolarmente aulico ed erudito, ma ha anche superato ogni tipo di tabù diventando capace di trattare qualsiasi argomento possibile, anche in modo esplicito, o spinto, senza rischiare di essere condannata di immoralità e oscenità.

Bene, anche per oggi penso di aver detto la mia. Per concludere, vi lascio con una poesia di Marwan.

ANCHE SE PER POCO

Io salivo le scale del suo corpo,
lei si lanciava dal mio abisso.
Eravamo una bella coppia.
Ci incontravamo sempre a metà strada
tra la sua caduta e la mia risalita
ed era lo stesso, che salissimo o che scendessimo.
L’importante era che in un qualche punto,
anche se per poco,
io e lei ci incontrassimo.
Questo è la poesia.

piccolo ragno

 

Non sei in grado di splendere
Hai l’anima secca e asciutta
Il cuore è vuoto
E la notte ti rigiri nel letto
Ti nascondi nel buio e ogni tanto
Come un piccolo ragno
zampetti sul muro, ti avvicini,
Tendi la tua ragnatela
verso i miei pensieri
Vorresti catturarli e poi cucirteli addosso
Come una bella sirena
Ma non la indossi tu, la tua bellezza
Chissà dove la nascondi
Ogni tanto la cerco, con le mani, sul tuo corpo, nelle pieghe del tuo ombelico
Negli spazi tra le tue dita
Ossessivamente
Forse la tieni incastrata tra le viscere
Quelle che nel buio torturi, piccolo ragno, instancabilmente
Non trovo niente, mia cara bambina
Non trovo niente
Cerca più a fondo,
mi dici,
e mi sfiori le labbra.