I diritti imprescrittibili del lettore

Immaginatevi di aver passato una vita a divorare libri ignorando completamente di avere dei diritti. Insomma, immaginatevi di essere lettori da sempre e non sapere che in quanto tali avete addirittura dei diritti. Non è una cosa pazzesca? Immaginatevi di scoprire poi, che tali diritti siano addirittura IMPRESCRITTIBILI, che letteralmente significa che non si possono estinguere anche se non vengono esercitati per lungo tempo.

Daniel Pennac è stato il primo a trascrivere su carta questi pochi (ma fondamentali) principi, chiamandoli esattamente così: i diritti imprescrittibili del lettore. Lo ha fatto nel libro “Come un romanzo” dell’anno 2000, nel quale si propone di affrontare il problema di come si possano aiutare i giovani a trovare l’amore per la lettura, cercando di superare la costrizione scolastica e la monotonia dei testi obbligatori,e cercando di far capire che un libro può essere un amico, un aiuto nella nostra formazione, una forma di svago ed evasione dal mondo.

In fatto di lettura, noi lettori ci accordiamo tutti i diritti, a cominciare da quelli negati ai giovani che affermiamo di voler iniziare alla lettura.” Così dice Pennac, prima di elencare i 10 punti che io proverò a spiegarvi, a modo mio.

1.Il diritto a non leggere. potrebbe sembrare, per un lettore, una contraddizione. Eppure ci sono volte in cui si è troppo indaffarati, o si è troppo stanchi, o non si riescono a trovare gli stimoli giusti, o non c’è niente di nuovo che ci incuriosisce. E allora semplicemente non si legge. Del resto, leggere forzatamente non significa di certo essere lettori, ogni libro è una scelta volontaria, un incontro appassionato…

2.Il diritto di saltare le pagine. AMMETTETELO TUTTI! Vi sarà capitato di trovare dei pezzi del racconto che non vi entusiasmano. Leggere forzatamente, come ho scritto prima, non fa di voi dei lettori. Nessuno vi darà una medaglia per questo: Saltate pure.

3.Il diritto di non finire un libro. Può darsi che un libro non vi entusiasmi abbastanza, può darsi che vogliate passare alla prossima lettura. Lasciate pure da parte i sensi di colpa, anche le migliori storie d’amore finiscono. E poi, nulla esclude che vi possiate trovare molti anni dopo con lo stesso libro in mano finendo per divorarlo in due giorni.

4.Il diritto a rileggere. Beh, che dire. Quando amiamo qualcuno non ci stanchiamo mai di guardarlo, quando amiamo un profumo non ci stanchiamo mai di annusarlo, quando amiamo un dolce non ci stanchiamo mai di mangiarlo. E quando amiamo un libro? Dovrebbe essere forse diverso?

5.Il diritto di leggere qualsiasi cosa. Non esistono classificazioni di valore nella letteratura, ma solo di genere. E ognuno ama ciò che più gli sa fare provare emozioni. Per cui leggete quello che vi pare! Nessuno vi costringe a leggere Tolstoj se il vostro autore preferito è Moccia: leggere è un piacere esclusivamente personale.

6.Il diritto al bovarismo. La conoscete Madame Bovary? Ecco. A chi non è capitato di immergersi così tanto in un libro da dimenticarsi per ore del mondo circostante. A chi non è capitato di piangere per la morte di qualche personaggio come se fosse una persona reale che camminava al nostro fianco. A chi non è capitato di immedesimarsi totalmente in una storia e lasciarsi trasportare. E quel senso di smarrimento e vuoto quando si finisce un libro che ci ha completamente risucchiato per giorni? Ne vogliamo parlare? Questa è la magia della lettura, e la magia dell’arte tutta. Non rinunciateci mai, per niente al mondo.

7.Il diritto di leggere ovunque. Quando la curiosità vi prende per i polsi, e dovete PER FORZA sapere cosa succederà almeno nella prossima pagina… no dai, due pagine… no dai, ancora un capitolo… E chi si stacca più? Quel libro ci tocca portarlo ovunque.

8.Il diritto di spizzicare. Spizzicare è diventato il mio nuovo passatempo preferito. Potrei passare le ore in libreria a leggere estratti di libri, a sfogliarli, a conoscere loro e il loro profumo. Credo sia fondamentale per farsi un’idea del contenuto effettivo del testo, per capire anche solo se l’autore ha uno stile che potrebbe piacerci o meno. Prima di comprare un vestito lo si prova, no? Perchè non si dovrebbe fare lo stesso con un libro?

9.Il diritto di leggere ad alta voce. Questo è strano, in realtà. Nei secoli immediatamente successivi l’invenzione della stampa la lettura era quasi sempre di gruppo e mai solitaria, specialmente nelle classi sociali inferiori, dove il livello di alfabetizzazione era davvero minimo. Una persona si sedeva al centro e leggeva per tutti gli altri. Con il diffondersi della stampa e della rete editoriale, di formati medio-piccoli capaci di poter essere portati ovunque e considerati “qualcosa-di-personale”, l’esperienza della lettura divenne via via sempre più individuale. Oggi quasi nessuno legge ad alta voce: eppure se volesse farlo, non ci sarebbe nulla di male, e, come vi ho spiegato, non sarebbe nemmeno tanto originale.

10.Il diritto di tacere. Questa so come spiegarvela bene bene bene: avete presente le schede libro che vi costringevano a compilare alle elementari? Vi viene dato il diritto di stracciarle.

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12 pensieri su “I diritti imprescrittibili del lettore

  1. Non ho ancora letto “Come un romanzo”, ma ce l’ho sulla mia libreria da anni, nell’attesa che arrivi il suo momento. Questa lista di dieci diritti, però, la conoscevo, e la condivido in ogni suo punto! Tutto vero.
    PS: ti seguo da pochissimo, complimenti per questo tuo blog, davvero carino :3

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  2. Il costringere non porta da nessuna parte il diritto esiste spontaneo quando è spontanea la voglia di conoscere e sapere. Le forzature creano soggetti incarcerati 😊 in un sistema che porta all’apatica esistenza

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